Commento al Vangelo

Domenica 31 maggio

Commento al Vangelo di Giovanni 20,19-23

LO SPIRITO SANTO RINNOVA LA VITA DEL MONDO E DI OGNI UOMO

Il vangelo della Pentecoste, secondo l’evangelista Giovanni, ci riporta alla “sera di quello stesso giorno”, il giorno di Pasqua quando l’incontro del Signore risorto con i discepoli, è accompagnato dall’effusione dello Spirito. Gesù risorto si presenta ai discepoli, consegna il dono della Pace, mostra le mani e il costato con i segni della Passione, ed effonde il dono dello Spirito. L’effusione dello Spirito Santo, segna il culmine della grazia pasquale, cinquanta giorni dopo la Resurrezione di Cristo, e conduce la Chiesa, attraverso i tempi e la storia, verso la pienezza del Regno. La Chiesa, infatti, da questo momento procede il suo cammino con la forza e il coraggio dello Spirito, per annunciare al mondo il mistero della Resurrezione del Signore. Abbiamo costantemente bisogno dello Spirito, e ogni giorno siamo invitati ad invocarlo su di noi, sulla Chiesa e sul mondo. L’effusione dello Spirito è un evento che continuamente, senza sosta segna la vita della Chiesa. Lo Spirito ci fa comprendere la bellezza e la grandezza di Dio, ci fa accogliere la Parola di salvezza, ci rende figli di Dio nel Figlio, ci inserisce nella Chiesa come membra vive, ci fa sperimentare la Grazia della morte e resurrezione del Signore, ci rende testimoni nel mondo. Lo Spirito Santo continua ad agire nella storia del mondo, dei popoli, della Chiesa e di ciascuno di noi, ma è importante credere per fede nella Sua presenza e nella sua azione misteriosa. Abbiamo bisogno dello Spirito, e per questo dobbiamo quotidianamente invocarlo, perché in mezzo alle prove, sofferenze e miserie della vita sappiamo orientarci e discernere cosa e come fare la volontà di Dio. Questo difficile tempo caratterizzato in modo particolare dalla diffusione del Coronavirus, si è dimostrato anche un tempo di lettura dei nostri territori e delle loro esigenze, a partire dalla povertà della gente, ma anche un tempo di solidarietà e di vicinanza con quanti sono nella sofferenza e in varie situazioni di vecchie e nuove povertà. Possiamo davvero dire che non c’è pensiero o azione di bene e di prossimità se non sotto l’azione dello Spirito. Allora invochiamolo con fede e nella certezza che Lui agisce sempre nella vita degli uomini e ci spinge al bene. La vita del mondo e della Chiesa è perennemente sotto l’azione dello Spirito, e allora lo invochiamo come Consolatore, Luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore, difesa dal nemico, come riposo nella fatica, conforto nel pianto. Allo Spirito Santo chiediamo di dare sollievo all’umanità sofferente e riscaldare i nostri cuori dell’amore di Dio.

Fr. Giuseppe Piga

Caritas Turritana

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